Un insegnante di canto privato deve essere necessariamente anche bravo a cantare?

insegnante di canto privato

COME DOVREBBE ESSERE IL TUO INSEGNANTE DI CANTO PRIVATO PER ESSERE DAVVERO “PERFETTO”?

Tutti abbiamo cercato (e molti lo cercano) l’insegnante di canto privato perfetto, quello che capisce subito i nostri problemi di emissione vocale e ci dica esattamente cosa fare e “come” fare ma… ahimè non è così facile trovarlo.

Navigando sui social non è difficile trovarsi una o più pubblicità che sponsorizzano dei corsi di canto di tre o più giornate in cui si apprendono tutte le caratteristiche tecniche della laringe e apparato fonatorio in generale.

Cerchi un insegnante di canto privato perfetto per te?

Specialisti della foniatria, logopedisti, osteopati, fisioterapisti e addirittura psicologi che insegnano i nomi dei vari muscoli che formano il nostro corpo, che spiegano di come debba essere la giusta attitudine mentale al canto, ecc.

Spesso la maggior parte di loro non ha mai intonato una semplice canzone o addirittura si definisce “stonata”, però allo stesso tempo si presta ad insegnare come diventare un “vero cantante”,

Oggi assistiamo ad un passaggio epocale del tipo di insegnamento del canto: da quello prettamente metaforico che magari molti di noi hanno vissuto in prima persona ad uno eccessivamente tecnico con un linguaggio addirittura medico-scientifico spesso incomprensibile e poco pratico per l’apprendimento della disciplina.

Una cosa è certa: ogni allievo  sogna di trovare l’insegnante di canto perfetto, quello che riconosca al volo l’origine delle sue difficoltà canore per indicargli le migliori soluzioni velocemente.

IL CANTO È PER L’80% PRATICA E PER IL 20% TEORIA
Il mio medico mi raccontava di come sua moglie stesse tentando in tutti i modi di prendere la patente, per diventare più autonoma e libera di muoversi allo stesso tempo.
Bene, dopo avere iniziato a studiare il codice stradale si è letteralmente appassionata all’argomento (lo stesso che noi uomini tanto odiamo) superando l’esame di teoria con ZERO ERRORI!
I problemi sono nati però nella parte pratica: la guida non era proprio la sua passione ma…
Infatti solo per fare le guide mi ha confessato di avere speso una cifra indicibile: oltre 5000 euro con l’istruttore!
Incredibile vero?
Il fatto è che nonostante tutto il tempo, impegno e denaro spesi per apprendere la guida di un’auto, alla fine ha rinunciato a fare l’esame di guida e quindi al conseguimento della patente: era terrorizzata all’idea di guidare l’automobile ed essere valutata da un ingegnere.
Certamente non tutti possediamo la stessa attitudine pratica a “fare” le cose, ma credo che l’esempio sia chiaro.
Ad un certo punto del nostro percorso di studio del canto è importante capire come stanno andando realmente le cose e capire da soli se c’è qualcosa da cambiare, magari prima di spendere 5000 euriii!
A questo punto la domanda è d’obbligo:
Come fai ad imparare la Tecnica Vocale se il tuo insegnante di canto privato non riesce a farti degli esempi pratici?
UN INSEGNANTE DI CANTO PRIVATO STONATO??
Se stai cercando magari di migliorare l’intonazione vocale a questo punto sarai d’accordo con me nel dire quanto sia importante che ti vengano fatti degli esempi corretti da parte del tuo insegnante di canto per riuscire ad imitare i suoi suoni?
L’imitazione ti ricordo essere la prima forma di apprendimento di ogni essere umano: il bambino ripete le parole dette dai propri genitori fino a quando non riuscirà a pronunciarle correttamente. Se ad un bambino viene insegnato il dialetto lui imparerà la pronuncia delle parole rimanendo fedele alle cadenze dialettali che gli saranno state trasferite dai genitori, ecc.
A cosa servirà sapere bene la teoria se non ti verrà poi spiegato cosa fare esattamente nella pratica quando le cose non funzionano?
“Ok Salvo, ma mia cuGGIna ha imparato a cantare da un maestro che era stonato come una campana!”
Beh, vorrei intanto sentire cantare tua cugina 😉
Spesso la teoria è chiara ma la voce stenta ancora a rispondere e, visto che il tempo davanti a noi è limitato, è importante riuscire a capire da soli a che punto del nostro percorso ci troviamo, fermo restando di avere davanti un obiettivo chiaro da raggiungere.

Ora lascia che ti faccia alcune domande:

Qual è la percezione che hai del tuo canto?
Senti una sufficiente facilità di emissione dei suoni in tutta la gamma?
Hai maggiore sicurezza nella zona più grave?
È importante che in una fase più avanzata dello studio della tecnica vocale con il tuo insegnante di canto privato, inizi ad avere una percezione più chiara della direzione verso cui stai andando.
Una delle frasi più abusate in assoluto che ho sentito in questi anni da diversi insegnanti della tecnica del canto è quella riferita al “cantare sul fiato”.
Di fatto si tratta di un modo astratto per definire un canto morbido e appoggiato sul diaframma che lascia intendere un equilibrio tra le parti concorrenti al flusso del suono ma… io stesso per capirlo concretamente ci ho messo del tempo e solo dopo averlo testato su me stesso con l’auto-ricerca.
Dunque dopo un determinato periodo [soggettivo] di studio del canto non dovremo più stare lì a pensare quali muscoli muovere per innescare il flusso sonoro, dovrà crearsi una certa automazione data dall’abitudine a fare i giusti movimenti [esattamente come dei buoni soldatini all’inizio]:
  • Inspirazione centrale;
  • Aggancio del suono;
  • Posizione di risonanza (con sorriso o pianto);
  • Sostegno onnipresente.
Insomma è un po’ come quando uno incomincia a guidare per davvero, all’inizio ti senti un imbranato totale solo a pensare se schiacciare prima la frizione oppure il pedale del freno, poi si scansi chi può!

Non mollare con l’attenzione!

Bene quindi le automazioni di processo, ma l’errore che spesso vedo commettere a cantanti navigati riguarda la mancanza di sincronizzazione tra cavità di risonanza e il corretto impegno muscolare del diaframma, vi ricordo che il canto è la risultante di un equilibrio tra gli elementi che lo innescano.
Sì, perché se dimentichiamo di mantenere il palato molle alto (con la giusta pronuncia delle vocali) le conseguenze saranno deleterie:
  • Aumento eccessivo della pressione dell’aria sottoglottica (canto spinto);
  • Aumento ingiustificato della forza in gola;
  • Innalzamento della laringe;
  • Perdita dell’intonazione;
  • Perdita dello squillo (voce fioca e pesante).
Un altro errore è quello di tentare di mantenere la laringe bassa a tutti i costi e di alzare il palato molle artificialmente: anche in questo caso il risultato sarà pessimo mentre la qualità del canto non sarà accettabile.

Stai forse contraendo eccessivamente l’addome?

Ti ricordo che il flusso dell’aria deve essere guidato in modo fluttuante dal diaframma e NON una volta per tutte, dunque se senti il canto duro, pesante o calante al 99% il tuo motore (diaframma) si è inceppato: se contrai l’addome infatti costringerai il diaframma a rimanere in basso… come creeremo la colonna d’aria allora?
Dunque lo studio seguito dall’insegnante di canto privato rimane fondamentale ma anche l’autoanalisi non è da meno.

Scopri come gestire la tua voce parlata e cantata al meglio anche se il tuo insegnante di canto privato ti ha detto di essere negato!

==>> Richiedi il video corso gratuito su: www.vocealtop.com

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Salvatore Cilia

Cantante Lirico e creatore di Voce al Top­­™, il metodo di canto che ti permette di aggiungere fino ad una ottava di estensione alla tua voce in un terzo del tempo a prescindere dal genere musicale.

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